George Harrison

George Harrison | They Are Gone - A Rockstars Tribute

I look at you all see the love there that's sleeping
While my guitar gently weeps

WHILE MY GUITAR GENTLY WEEPS

George Harrison, la chitarra solista dei The Beatles, nasce a Liverpool il 25 febbraio 1943. La mamma si accorge della sua passione per la musica ed in particolare per le chitarre che disegna sui quaderni di scuola, così nel 1957 decidono di regalargli una Gretsch "Duo Jet" dalla quale non si separò mai, mostrandola con orgoglio nella copertina dell'album solista Cloud Nine.
Mentre lavorava come elettricista, insieme al fratello ed alcuni fonda la prima band dal nome Rebels.

George Harrison - Cloud Nine
La copertina di Cloud Nine

Nel 1958 il compagno di scuola Paul McCartney lo presenta a John Lennon, che aveva appena fondato i Quarrymen, ma nonostante la bravura non lo volle inizialmente nel gruppo, poiché troppo giovane ma ritenne che sarebbe stato un valido elemento per la crescita del gruppo.
Nel 1960 la band finalmente trovò una formazione stabile ed adottarono il nome The BeatlesHarrison ha il ruolo di chitarrista solista e anche cantante anche se di brani composti da lui se ne contano pochi. La prima è Don't bother me del 1963 e successivamente comincia a sfornare canzoni di sua produzione.
Nel 1965 inizia a cercare la propria identità musicale: illuminante è l'incontro con il maestro indiano Ravi Shankar con il quale inizia a studiare e suonare il sitar. L'interesse verso l'Oriente lo porterà ad abbracciare la religione indiana.

Nel secondo periodo di attività con la band sviluppa un suono inconfondibile e firma una delle più belle canzoni mai scritte dai The Beatles ovvero la celebre While my guitar gently weeps.

Quando la band si sciolse, Harrison ha una precisa linea musicale ed è pronto per la carriera solista. All must thing pass è la prima fatica discografica e all'unanimità è considerato il capolavoro della produzione di Harrison, tanto da arrivare a vendere 7 milioni di copie in tutto il mondo. Il brano di punta è My Sweet Lord che più tardi verrà accusato di plagio per la melodia troppo simile a He's so fine delle Chiffons. La causa durò per circa 6 anni e si chiuse con il verdetto di "plagio inconsapevole" ed una multa di oltre 1.600.000 dollari.

Nel 1971 organizzò in prima persona il celebre concerto per il Bangladesh: due spettacoli live, entrambi sold-out, al Madison Square Garden. La prima iniziativa benefica musicale che portò alla creazione dello stato del Bangladesh. Ne nasce anche un triplo LP intitolato The concert for Bangladesh che ottenne un notevole successo. Ma l'evento portò anche numerose grane fiscali, in quanto l'album non fu considerato un'iniziativa benefica e i fondi raccolti restarono bloccati fino al 1981.
Nel 1973 istituì la Material World Charitable Foundation, una fondazione per supportare progetti di beneficenza in tutto il mondo e decise di donare i proventi derivanti dai diritti d'autore dell'album Living in the material world, che riscosse molto successo.

Nel 1974 fonda l'etichetta discografica Dark Horse ed intraprende un tour di 50 date insieme al sitarista Ravi Shankar per promuovere il disco Dark Horse. Fu colpito da una laringite ma decise comunque di concludere il tour, cosa che gli valse il commento negativo della stampa americana, così il disco non raggiunse nemmeno la metà delle vendite del precedente. 
Continua a registrare dischi nel suo studio privato: Extra Texture (Read all about it) del 1975, Thirty-Three & 1/3 del 1976 e George Harrison del 1979 fanno registrare ottime vendite.

Negli anni '80 la produzione musicale di Harrison fa registrare un brusco calo, dedicandosi alla produzione cinematografica. Dopo molti ritardi esce nel 1981 Somewhere in England: la prima versione fu rifiutata dalla casa discografica, considerando 4 brani al di sotto dello standard qualitativo di Harrison. Così decide di registrare 4 nuovi singoli tra i quali All those years ago, tributo a John Lennon, che aiuteranno il disco a spopolare in Canada e Usa.
Non riscuote altrettanto successo l'album successivo Gone troppo del 1982 e così si ritira dalle scene per far ritorno solamente nel 1987 con l'album Cloud Nine che riporta Harrison in cima a tutte le classifiche.

Nel 1988 si unisce ai Traveling Wilburys, un progetto discografico straordinariamente azzeccato con Bob Dylan, Roy Orbison, Jeff Lynne e Tom Petty. Appagato dalle fortune musicali, Harrison si dedica alla produzione cinematografica ma nel 1994 deve vendere la HandMade Films per problemi economici. Così torna in studio insieme a Paul McCartney per il progetto Anthology, un film-documentario e 3 doppi album.
Verso la fine degli anni '90 le condizioni di salute di Harrison si aggravano e rivela di aver avuto un tumore alla gola,
Il 30 dicembre 1999 subisce un aggressione violenta: un tale Micheal Abram si introduce nella sua casa nel cuore della notte e lo pugnala svariate volte al torace. Viene salvato dalla moglie che colpisce l'aggressore con un attizzatoio.
A luglio del 2001 viene diffusa la notizia che Harrison aveva sostenuto delle terapie in Svizzera a causa dell'insorgere di un tumore al cervello, sviluppatosi da un cancro al polmone.
Il 29 novembre 2001 George Harrison muore all'età di 58 anni a casa di un suo amico a Los Angeles. Secondo le sue ultime volontà il suo corpo è stato cremato e le sue ceneri sono state sparse nel Gange.

Ad un anno dalla morte viene pubblicato Brainwashed ed ha ottenuto ottime recensioni dalla critica.