Keith Flint, il leader carismatico dei Prodigy

Keith Flint - They are gone - A Rockstars Tribute

“Quando avrò finito, mi ucciderò”. Tuonava così Keith Flint, cantante dei Prodigy, in un’intervista del 2015a FHM. Parole inquietanti, divenute profetiche a distanza di soli 4 anni.

Keith Charles Flint nasce a Braintree, una città di più di 40mila persone nella contea dell’Essex, in Inghilterra, il 17 settembre 1969. Il divorzio dei genitori in giovane età gli fa vivere un’infanzia difficile. A scuola era un elemento di disturbo e viene espulso a 15 anni. Nonostante ciò era considerato un “brillante ragazzo con problemi di dislessia”.
Iniziò a lavorare come “roofer” ovvero riparatore di tetti ma l’incontro con il DJ Liam Howlett ad un rave party gli cambia la vita.

Howlett gli invia un mixtape e Flint gli chiede di collaborare insieme ad un suo amico, Leeroy Thornill.
Nascono così i Prodigy: inizialmente Flint è uno dei ballerini della band e solo nel 1996 parte la sua carriera come cantante nel brano Firestarter. Proprio quel brano dà una popolarità immensa alla band e la figura di Flint diventa un’autentica icona della seconda metà degli anni ’90.
L’album The fat of the land spopola nella scena acid-rock, trainata dai singoli Smack my bitch up e Firestarter.

Ma gli anni ’90 finiscono e anche quello scenario musicale viene a mancare sempre meno. Nel 2003 Keith tenta la carriera solista con i Flint con l’album Device #1 ma la pubblicazione viene cancellata: esiste solo qualche copia promozionale e un solo singolo dal titolo Aim4.

Nel 2006 si sposa con la DJ giapponese Mayumi Kay.
I Prodigy continuano ad esistere e nel 2009 viene pubblicato l’album Invaders must die.

Nel 2015 pubblicano l’album The day is my enemy e nel 2018 esce No tourist.

Il 4 marzo 2019 viene trovato morto all’interno della sua abitazione. La morte non viene dichiarata “sospetta” ma, poche ore dopo, in una nota ufficiale viene dichiarato il suicidio.
Keith era entrato in uno stato di depressione dopo la separazione dalla moglie. Si era trasferito in quella casa per dedicarsi ad una vita rurale, anche se aveva dovuto metterla in vendita poiché una parte spettava di proprietà alla moglie. Tuttavia era apparso in grande forma e di buonumore nei giorni precedenti, disputando anche alla corsa podistica Chelmsford Parkrun.

“Quando avrò finito, mi ucciderò. Giuro su Dio che non è un suicidio, è sicuramente una cosa positiva… Ho sempre avuto questa cosa dentro di me. Non sto risparmiandomi nulla, sto incassando tutto quello che posso… Non ho paura di chi sono. Voglio solo guardare indietro e sapere che ho vissuto quella che considero una vita soddisfacente. È tutto. Giorni felici” , queste le parole di Keith Flint a FHM nel 2015.