Lucio Battisti, il genio che reinventò la musica italiana

Lucio Battisti | They Are Gone - A Rockstars Tribute

Se avete mai avuto la voglia di suonare la chitarra, quasi certamente una delle prime canzoni che avete suonato è stata La canzone del sole di Lucio Battisti. Quattro facili accordi, melodia strepitosa che l’hanno resa un evergreen di fama mondiale.

Nato a Poggio Bustone il 5 marzo 1943, Lucio Battisti è il secondo figlio di Alfiero e Dea: il primo figlio, anche lui di nome Lucio, morì a soli 2 anni nel 1942. Trasferitosi in provincia di Rieti, Lucio si appassiona alla musica grazie a due ragazzi che abitavano nel suo stesso condominio che si dilettavano a suonare i primi brani di rock’n’roll che arrivavano in Italia. In seguito ad una promozione scolastica gli venne regalata una chitarra. La leggenda narra che imparò a suonare la chitarra grazie a un elettricista di Poggio Bustone, tale Silvio Di Carlo.
Ma la troppa passione gli fa trascurare gli studi, tanto che il padre gliela sfascia in testa, così stringono un patto: Lucio non va al militare se si diploma come perito tecnico, cosa che accadrà nel 1962.

Nell’autunno del 1962 inizia la carriera musicale di Battisti con I mattatori a Napoli, ma ben presto fa ritorno a casa. Farà parte de I satiri che si esibiscono spesso al Cabaladi Roma. Proprio qui incontra I campioni,  band che ha un discreto successo che è orfana di un chitarrista a causa dell’uscita di Bruno De Filippi e il no ricevuto da Alberto Radius. Così Battisti decide di farne parte e si trasferisce a Milano, zona di attività della band.
Nel 1964 inizia una serie di concerti in Germania e il leader della band, Roby Matanoa scoprire il talento di Battisti e lo sprona a scrivere canzoni.
La svolta arriva nel 1965 grazie a Christine Leroux, editrice musicale e contitolare delle edizioni El & Chris, nonché talent scout per la Ricordi: sarà lei a presentargli l’autore Giulio Rapettiin arte Mogol.
Ne nasce una collaborazione lunghissima: fu proprio Mogol a spronare Battisti a cantare le sue canzoni nonostante lo scetticismo di quest’ultimo. Ma alla fine la ebbe vinta.

L’esordio solista è datato 1966 con il brano Adesso si, interpretata a Sanremo dall’esordiente Sergio Endrigo. Pubblica il 45 giri Dolce di giorno/Per un lira che fa registrare basse vendite, ma verrà portata al successo dai Dik Dik e dai Ribelli di Demetrio Stratos. Nel 1967 è il brano 29 settembre, interpretato dall’Equipe 84, a finire in cima a tutte le classifiche. Nel 1968 pubblica Prigioniero del mondo/Balla Linda: la prima passa quasi inosservata, mentre con Balla Linda partecipa al Cantagiro 1968 piazzandosi al quarto posto in classifica e la canzone entra in classifica. Viene pubblicata una versione in inglese dal titolo Bella Linda, interpretata dai The Grass Roots e finisce al numero 28 in classifica Billboard.
In un viaggio a Londra con Mogol, viene avvicinato di produttori dei Beatles, pronti ad investire milioni di dollari per promuoverlo in America, ma Battisti rifiuta poiché reputa eccessivo il compenso del 25% dei produttori.

Sempre come autore, partecipa a due edizioni di Sanremo con i brani Non prego per me (interpretato da Mino Reitano e Hollies) e La farfalla impazzita (interpretato da Johnny Dorelli e Paul Anka). 
Decide di partecipare come interprete nella 19ma edizione di Sanremo con la canzone Un’avventura che si classifica al nono posto, nonostante le critiche relative alla sua voce e alla sua capigliatura. Ma non fa altro che aumentare la sua popolarità.
Il 4 marzo 1969 esce il primo album dal titolo Lucio Battisti che contiene la hit Acqua Azzurra, acqua chiara che diventerà un tormentone estivo e vincerà il Festivalbar con un successo clamoroso, staccando di quasi 50mila voti i Camaleonti. Nonostante il successo continua a scrivere canzoni per altre band.
Insieme a Mogol fonda una casa discografica indipendente denominata Numero Uno.

La fine dei ’60 e tutti gli anni ’70 fanno registrare un successo strepitoso per la coppia Mogol/Battisti e gli album restano sempre in vetta ad ogni classifica.
Ma le critiche non smettono di cessare: sotto accusa è sempre la sua voce, ma lui sembra infischiarsene e continua a scrivere successi come Il tempo di morireFiori di rosa, fiori di pesco grazie alla quale vince il Festivalbar 1970. Proprio durante l’evento annuncia l’uscita di un concept album dal titolo Amore e non amore. La Ricordi però decide di metterlo da parte per una manovra commerciale con la pubblicazione di una raccolta dal titolo Emozioni, che di fatto sancirà l’inizio della crisi con la casa discografica.
Nel 1971 pubblica il 45 giri Pensieri e Parole/Insieme a te sto bene, che diventa un successo straordinario, nonostante lo scetticismo iniziale del produttore discografico. 
A luglio viene publicato finalmente l’album Amore e non amore e sarà l’ultimo con la Ricordi, visto che a settembre alla scadenza del contratto, passa definitivamente alla Numero Uno. A novembre esce il 45 giri La canzone del sole/Anche per te che, come sopraindicato, diventa un cult per i chitarristi in erba.

Il 23 aprile 1972 segna una data storica per Battisti che duetta con Mina durante la trasmissione televisiva Teatro 10: sarà l’ultima esibizione in tv, nonché uno dei duetti più importanti della musica pop italiana. Il giorno dopo viene pubblicato Umanamente uomo: il sogno che diventerà il secondo album più venduto del 1972. Da quel periodo Battisti si rifiuta di partecipare a programmi tv o interviste e la critica lo massacra.
Il pubblico però lo adora e le vendite de Il mio canto libero, pubblicato a fine 1972, vanno a gonfie vele: solo all’inizio del giro di distribuzione ne vende 450mila copie. Il 1972 segna anche l’ultimo anno in cui scrive canzoni per altri artisti.

L’invadenza dei media nella sua vita privata diventa pressante, specialmente quando nasce il figlio, quando fotografi senza scrupolo si gettano all’interno della stanza della clinica suscitando l’ira del cantante. Quel giorno segna il distacco totale dai media e dai live, rifiutando un’intervista per Enzo Biagi e ben 2 miliardi di lire per un concerto promosso dalla FIAT.

Alla fine del 1974 pubblica Anima Latina, un disco complesso e ambizioso che diventa l’album più venduto nonostante non sia rimasto nella memoria collettiva. Nel 1978 pubblica Una donna per amico che diventa il più grande successo commerciale di Battisti. Nel 1980 pubblica Un giornata uggiosa che sarà l’ultimo album con Mogol.

Nel 1982 pubblica a sorpresa l’alum Eh già dove i testi sono scritti dalla moglie sotto lo pseudonimo Velezia. Durante la registrazione dell’album Oh! Era ora di Adriano Pappalardo conosce Pasquale Panella che diventerà il suo paroliere.
Dalla collaborazione con Panella nascono ben 5 album che riscuotono via via un successo calante, quasi sempre bastonati dalla stampa.

Si vocifera così un ritorno con Mogol e di un nuovo album ma la notizia non trova mai conferme. Il 30 agosto 1998 arriva la notizia del ricovero di Battisti in un ospedale milanese e dopo 11 giorni, il 9 settembre 1998, Battisti muore. Le cause della morte non furono rese note: secondo alcuni sarebbe morto per un linfoma al fegato o un’infezione renale.