Prince, il folletto di Minneapolis

Prince | They Are Gone - A Rockstars Tribute

Prince Rogers Nelson, meglio conosciuto solo come Prince, nasce a Minneapolis (Usa) il 7 giugno 1958. Entrambi i genitori nutrivano una forte passione per la musica: la mamma era una cantante jazz, mentre il padre era pianista e compositore. Il suo nome deriva proprio dal padre Prince Rogers, che aveva una band denominata Prince Rogers Trio.
La musica è stata parte integrante della vita di Prince sin da giovane: la sua prima composizione, dal titolo Funk Machine, risale all’età di 7 anni.

A soli 20 anni pubblica il primo disco, totalmente interpretato dal lui stesso, dal titolo For you, diventando così il più giovane produttore discografico. La buona riuscita dell’album lo elegge come “il nuovo Stevie Wonder”.
Il successo mondiale non tarda ad arrivare e nel 1984 pubblica Purple Rain che si rivela un successo colossale sia nel mondo della musica sia nel cinema. L’omonimo film vince il Premio Oscar come miglior colonna sonora originale, mentre l’album vende 13 milioni di copie. I premi fioccano: il singolo When Doves Cry vince il Golden Globe come miglior canzone originale e miglior singolo dell’anno; Prince è il miglior artista, miglior attore e Purple Rain è miglior album. Un autentico plebiscito.

L’eco di Purple Rain non accenna a diminuire e Prince pubblica Around the world in a day che diventa doppio disco di platino, trascinato dai singoli Paisley ParkRasperry Baret. Lo stile musicale cambia notevolmente e le sonorità sono molte vicine ai Beatles.
Cominciano così una serie di collaborazioni tra cui Miles Davis definendolo il nuovo Duke Ellington. Ne nascerà una lunga collaborazione che vedrà luce nei brani Red Riding Hood Adore. Altre canzoni finirono sull’album Amandla di Miles Davis e Cristal Ball di Prince.
Nel 1985 dà vita al progetto The Family per il quale scrive il brano Nothing compares 2 U, che verrà portato sul tetto di tutte le classifiche da Sinead O’Connor. Una versione acustica è stata registrata anche da Chris Cornell nel 2016.

Nel 1987 la Warner Bros è in procinto di pubblicare The Black Album, un disco di cui l’artista doveva rimanere ignoto, ma a poche settimane dalla distribuzione venne ritirato e destinato al macero. Sopravvissero circa 13 o 14 copie che diventarono delle vere e proprie reliquie: una fu acquistata all’asta per 11mila sterline nel 1992. L’album venne definitivamente pubblicato nel 1993.

Nel 1988 viene scritturato per comporre la colonna sonora di Batman di Tim Burton: ne uscirà un album di 9 tracce che riscuote un ottimo successo. Nel 1989 collabora con Madonna scrivendo il duetto Love Song e suonando la chitarra in Like a Prayer, Keep it together e Act of contriction. Si prospettava un musical a quattro mani ma non vide mai luce a causa del deteriorarsi del rapporto tra i due, che nel 1985 avevano avuto un flirt ma finirono per non parlarsi per oltre 20 anni.

Nel 1990 riprova la strada del cinema con il film Graffiti Bridge, dove ricompare The Kid, il protagonista di Purple Rain: il film è un fiasco totale, tanto che non viene nemmeno programmato nelle sale italiane. Tuttavia la colonna sonora è degna di nota. Con il disco Love Symbol Album del 1992 si chiude la carriera dell’artista Prince: vorrebbe continuare a suonare senza la Warner Bros, ma la casa discografica ha registrato il suo nome e per registrare dischi deve assolutamente cambiare nome.

Così Prince diventa un simbolo, un logo che lo accompagnerà in tutte le sue pubblicazioni e anche in una chitarra personalizzata. Nonostante le critiche e l’ironia dei media, gli album viaggiano a gonfie vele e la qualità musicale è indiscutibile.
Nel 1994, in accordo con la Warner Bros, pubblica Come che è una vera e propria dedica al sesso, in tutte le sue forme. Nel 1996 pubblica Chaos and Disorder, ultimo lavoro per la Warner prima di passa alla EMI.

Con la EMI pubblica Emancipation, con tutti brani che non voleva pubblicare la Warner: un triplo cd dove parla del rapporto con la moglie, la ballerina Mayte Garcia, che le darà un figlio nato con la sindrome di Pfeiffer e che morirà dopo pochi giorni di vita. Nel brano Sex in the summer inserisce la registrazione del battito del cuore del figlio e gli dedicherà la struggente Wasted Kisses che finirà nell’album Newpower Soul.

Nei primi anni del 2000 è uno dei pionieri della musica su internet e comincia a distribuire musica tramite il proprio sito. Nel 2004, sfruttando il ventennale di Purple Rain, pubblica Musicology e dà il via a una tournée memorabile negli USA. Prince gode di un nuovo interesse da parte del pubblico e dà alle stampe Prince 3121 che ha un discreto successo.

Il 21 aprile 2016 viene trovato morto all’interno di un ascensore della sua residenza a Chanhassens. Secondo una ricostruzione del sito TMZ.com Prince sarebbe stato sottoposto sei giorni prima al cosiddetto “Save shot”, un tentativo estremo per overdose da oppiacei.
L’autopsia ha rivelato che Prince è morto per overdose da fentanyl.
Dopo la sua morte le vendite dei suoi album si sono impennate, fino a toccare i 7 milioni.

In questi giorni il dipartimento della Polizia di Carver City ha pubblicato due video: nel primo, girato il giorno prima della morte, Prince, visibilmente magro, entra in una clinica e va a colloquio con il dottor Michael Schulenberg. Il secondo video invece è stato ripreso dalla Polizia all’interno del Residence Paisley Park: il suo corpo senza vita è oscurato da una macchia nera e l’autore del video si sofferma sui flaconi di antidolorifici e sulla dose che potrebbe essergli stata fatale.