Ralph Santolla: un pizzico d’Italia nel death metal

Ralph Santolla - Theya Are Gone - A Rockstars Tribute

Il 6 giugno 2018 un pezzo storico del death metal ci ha lasciato: si tratta di Ralph Santolla, storico chitarrista di molti gruppi appartenenti a quella scena, tra cui DeicideEyewitnessDeathMilleniumIced Earth e Sebastian Bach.

Santolla nasce a Charlotte l’8 dicembre 1969: di chiarissime origini italiane (di provenienza dalla Puglia), ne era molto fiero del suo essere italiano, tanto da apporre sulle sue chitarre, principalmente Jackson e Ibanez, uno sticker raffigurante la bandiera italiana.

Inizia a suonare la chitarra dopo l’ascolto degli UFO di Michael Schenker, senza dimenticare Randy Rhoads, Yngwie Malmsteen, Uli Jon Roth, Gary Moore e Allan Haldsworth. Oltre agli UFO, rimase piacevolmente colpito da Black Sabbath, Ozzy Osbourne, Led Zeppelin e Kiss.

Apprezzato per la tecnica e versatilità musicale, iniziò anche ad impartire lezioni di chitarra: tra gli allievi più famosi ci sono Eric Hoffman, ex chitarrista dei Deicide sostituito proprio da Santolla, e Mike Devis dei Nocturnus.

Tra le collaborazioni più note si ricorda quelle con i Millennium, con la quale registra ben 4 album (Millennium, Angel Fire, Hourglass e Jericho), e con i Death nella tournée di Individual Thought Patterns, ma con la band non registrerà mai un disco.

Dopo una breve parentesi con gli Iced Earth, dove firma le chitarre sul disco The glorius burden, passa ai Deicide nel 2006.
Con la band di Glen Benton pubblica l’album The stench of Redempion nel 2006. Il 24 maggio 2007 annuncia l’addio alla band, per cause non ancora chiare: in molti hanno sostenuto che fosse in contrasto con Benton per via del suo credo religioso. Santolla era di religione cattolica, mentre Benton fu accusato di satanismo. Steve Asheim, batterista della band, in una recente intervista, ha dichiarato che Santolla lasciò la band perché era poco spesso in tournée.

Nel 2007 partecipa al disco Xecutioner’s Return degli Obituary al posto di Allan West, in fermo per guida in stato di ebbrezza. Nello stesso anno pubblica Requiem for hope, il suo secondo album solista.

Dal 2008 torna nei Deicide mettendo la firma su due album Till death do us part (2008) e To Hell with God (2011).

Il 31 maggio 2018, a seguito di una trombosi, entra in coma: pochi giorni dopo, il 6 giugno, i medici decidono di staccare il supporto sanitario, decretandone la morte a soli 48 anni.